Shopping online a basso impatto ambientale? Con questa strategia si può!

Lo shopping online è una realtà ormai consolidata. Gli italiani, dal lockdown in poi in particolare, hanno scoperto il piacere di comprare ogni tipo di prodotto da negozi virtuali e portali. L’impatto ambientale dell’ecommerce però non va trascurato, dal packaging ai trasporti. Un effetto su inquinamento e ambiente che può essere contenuto da alcuni accorgimenti.

La società Quantas Italia ha stilato il rapporto “Sostenibilità: aggiungi al carrello. E-commerce nel settore fashion in Italia: buone prassi di sostenibilità nel contesto omnicanale”, con l’obiettivo di valutare l’impatto ambientale dello shopping online e allo stesso tempo delineare delle linee guida per ridurlo. 

Ridurre l’impatto ambientale dello shopping online: ecco come!

In Italia, si legge nel documento, il 75% delle emissioni di gas a effetto serra è causato dal packaging di consegna. Seguono le fasi di spedizione e delivery, con il 15%. Il 7% è dovuto invece all’utilizzo dei siti di shopping online. Chiude la classifica degli elementi più inquinanti la logistica dei resi, che impatta per il 3%.

Il primo passo è sicuramente quello della promozione di investimenti a favore di packaging riutilizzabili, leggeri e realizzati con materiali 100% riciclati. Per le consegne vanno invece adottati sistemi di mobilità green, come per esempio i mezzi elettrici o le cargo bike per l’ultimo miglio. No alle spedizioni transfrontaliere per via aerea, responsabili di alti livelli di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. 

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